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Basilica di Sant'Ambrogio
La basilica di Sant'Ambrogio, capolavoro dell'architettura romanica lombarda, fondata dal Vescovo Ambrogio tra il 379 ed il 386, deve il suo attuale aspetto ad una lunga storia di rifacimenti e lavori di restauro che hanno quasi completamente cancellato le tracce del primitivo edificio. Costruita in cotto secondo l’uso milanese, la basilica è preceduta da un superbo quadriportico, sulle cui pareti laterali sono fissati numerosi reperti archeologici. Il disegno a capanna della facciata su due loggiati sovrapposti, con nartece e loggia superiore a cinque arcate digradanti a partire da quella centrale, appare incorniciato in basso dai portici dell'atrio stesso, mentre in alto lo inquadra la doppia sagoma dei campanili, quello di destra detto Torre dei Monaci, del secolo IX, mentre l'altro a lesene e archetti, detto Torre dei Canonici, compiuto invece nel 1144. La porta lignea dell’ingresso centrale è protetta da vetri, per difenderla dai fedeli che per devozione ne asportavano piccole schegge, e mostra ancora i battenti in bronzo del IX secolo. Lo spazio interno è scandito da tre navate divise ulteriormente in campate e affiancate da cappelle: ad una campata della navata maggiore corrispondono due della navata minore, e due del matroneo soprastante, rendendo razionale la divisione dello spazio. Qui sono custodite pregevoli opere d'arte, fra le quali meritano particolare attenzione, a sinistra il pergamo dei secoli XI e XII e, nel presbiterio, il ciborio del secolo IX, che poggia su quattro colonne di porfido con capitelli marmorei ornato di stucchi colorati di fattura lombardo bizantina. Sotto il ciborio c'è lo splendido Altare d'oro, meraviglia d’arte orafa mondiale, opera del maestro Volvinio (835) ed interamente realizzato in oro, argento, smalti e pietre dure. L’altare è costituito da formelle rappresentati episodi della vita di Sant’Ambrogio; ciò che colpisce e si distingue dalla produzione artistica medievale è l’intensa carica espressiva donata alle immagini rappresentate. Meritano attenzione anche il coro ligneo intagliato, di stile tardo-gotico, con intagli policromi che richiamano scene della vita di S.Ambrogio e scene allegoriche, e il grande mosaico absidale, originario del IV e VIII secolo, raffigurante il Redentore tra una folla di santi "milanesi" e la Visione di S. Ambrogio. In fondo alla navata di destra è stato recentemente restaurato e restituito all'antico splendore il Sacello di S. Vittore in Ciel d'Oro, rivestito di splendidi mosaici del V secolo ed eretto nel secolo IV sull'area di un cimitero dedicato ai Martiri. Alla sinistra della navata troverete l’ingresso alla cripta dove sono poste le salme di Ambrogio, Protasio e Gervaso. Nella navata sinistra troverete una porticina che consente l’accesso al chiostro dei Canonici, costruito dal Bramante nel 1492. La Basilica di Sant’Ambrogio, custodisce altre preziose opere d’arte, come il sarcofago tardo romano detto “di Stilicone”, e gli straordinari affreschi, le tele e le pale d’altare, opera di pittori quali il Borgognone, Luini, Ferrari, il Legnanino, Abbiati, Nuvolone, Cairo e Gian Battista Tiepolo.Una curiosità è rappresentata dalla colonna che si trova a fianco alla basilica, chiamata “colonna del diavolo”. La leggenda narra che una mattina Sant'Ambrogio, passeggiando per il cortile della basilia, incontrò Satana che gli si avvicinò con lo scopo di tentarlo, ma il Santo reagì colpendolo con un calcio che lo fece andare a sbattere con le corna contro la colonna, producendo i due buchi, tutt’oggi visibili. Il Diavolo rimase così incastrato fino al giorno seguente, quando scomparve dentro la colonna passando per uno dei due fori. Si dice che in questo modo abbia aperto un varco sull'inferno, tanto che qualcuno, accostandosi in prossimità dei buchi, giura di aver percepito odore di zolfo.
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